THOMAS CENTARO, NARRATORE DI AUDIOLIBRI

Quella di Thomas Centaro è una delle voci che accompagnano gli acoltatori di audiobook in una storia, ma come si diventa narratore di audiolibri?

Chi mai avrebbe immaginato che da grande sarei diventato narratore di audiolibri, eppure la mia storia è iniziata quando i libri non sapevo leggerli, quando ancora mi chiedevo come potessero parlare i cartoni animati, e quando internet non era nelle nostre case né tantomeno dentro ad un telefono. Tutto ha avuto inizio da un regalo. Chissà se anche tu che leggi hai ricevuto un regalo che ha cambiato la tua vita. Nel mio caso era il 1985, ero ancora figlio unico, e così come mi chiamavano da piccolo ero un angelo biondo, un nanerottolo di quattro anni con gli occhi enormi.

Thomas Centaro

Dovete sapere che io non sono un figlio d’arte: mia mamma, Rita, allora aveva 26 anni e lavorava in una casa di riposo come inserviente, mentre mio papà, Mario, aveva 29 anni ed era cuoco in un ristorante in Largo La Foppa a Milano. Per via dei suoi orari lo vedevo poco, ma non si è mai risparmiato nel farmi dei piccoli pensierini, anche quando il Natale e il compleanno erano lontani. Facile dirlo a posteriori ma quel regalo che mio padre portò a casa è stato l’inizio di tutto perché di sicuro è stato allora che la mia vita ha subito il fascino della fantasia. Cosa c’entra un pensierino con la mia attività di doppiatore e narratore? Ve lo spiego subito.

Il mio regalo era un fascicolo giallo con il numero 1 scritto in grande. “C’era una Volta…” era una raccolta per bambini, una di quelle con fascicolo e audiocassetta, il massimo della tecnologia degli anni ’80! Chissà in quanti di voi che stanno leggendo questo post possedevano quel fascicolo… Io posso dirvi che ancora oggi lo tengo gelosamente custodito! Andavo all’asilo, troppo piccolo per leggere, ed erano quindi le voci dei narratori a portarmi dentro quelle bellissime storie. Non potevo minimamente immaginare chi fossero Ottavia Piccolo, Giulietta Masina, Gabriele Lavia, Mariangela Melato, Riccardo Peroni e Valeria Falcinelli, ma sono stati loro i miei inconsapevoli maestri. Fu allora che conobbi per la prima volta Dorothy, lo Spaventapasseri e tutti i loro amici del Regno di Oz, grazie all’inconfondibile voce di Paolo Poli. Chi mi segue da sempre ora capirà perché nel 2003 decisi di scrivere e produrre Il Mago di Oz a teatro interpretando lo Spaventapasseri, ma c’è di più. Erano i primi anni 2000, lavoravo da poco come speaker e doppiatore quando un giorno Valeria Falcinelli mi diresse in un turno di doppiaggio: vi lascio immaginare quanto potessi essere emozionato ascoltando la sua voce in cuffia, ma ero troppo agitato per confessarglielo, tanto che ancora oggi non lo sa!

Da lì a poco la mia attività si sarebbe mossa in mille direzioni diverse seppur parallele: scivolando da uno spettacolo ad un turno di doppiaggio, da una fiction ad un evento, il tempo è volato ed avevo 37 anni quando squillò il telefono. Mi si proponeva un provino per un audiolibro. Io? Un audiolibro? Ho subito recuperato quel fascicolo giallo, dovevo, era una sorta di passaggio obbligato, e fu quello il testo che posai sul leggio. Come andò? Dal 2019, insieme ad alcuni miei stimatissimi colleghi, anche io sono entrato nella cerchia dei narratori per gli studi più importanti di Milano.

Ad oggi ho narrato più di una dozzina di audiobook sia per Audible che per Storytel, e non smetterò mai di ringraziare chi mi ha dato questa bellissima opportunità. Con il diffondersi della tecnologia il fenomeno degli audiolibri è sempre più amato e conta sempre più appassionati. Essere un narratore di audiolibri è per me un grande privilegio e al contempo una grande responsabilità, soprattutto quando mi capitano libri per ragazzi. Ogni titolo è un’avventura diversa, un luogo diverso, un’atmosfera diversa, che si tratti di un romanzo o di un saggio psicologico, di un poliziesco, di una biografia, o di un libro scientifico.

Thomas Centaro

Vi confesso che non riesco mai a terminare una registrazione senza che mi tremi la voce per la commozione, tanto che i fonici dall’altra parte del vetro ormai sanno che le ultime frasi dell’ultimo capitolo andranno incise almeno due volte, ma anche questo fa parte della bellezza di questo tipo di lavorazione. Sembrerà stupido o ridicolo, ma è più forte di me: non è teatro, non è cinema, non è doppiaggio, ma mi affeziono sempre ai personaggi che vivono grazie alla mia voce, perché un narratore è prima di tutto un attore, ed un attore senza cuore non potrà mai creare il giusto coinvolgimento con gli ascoltatori. Chissà che un giorno uno di loro pensi a me come io penso ancora a quel fascicolo. Ora è già tempo di pensare al prossimo libro, destinazione Islanda!

Thomas Centaro


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